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Di solito si parla di Open Source
riferendosi ai software, ma è
sbagliato credere che solamente i programmi possano seguire questa
filosofia.
Nel seguito dell'articolo scoprirete come il concetto di liberta' possa essere applicato anche a prodotti non necessariamente destinati a svolgere un qualche compito su un computer...
Dalla Danimarca arriva la prima birra
Open Source: Vores Øl, che
tradotto significa "la nostra birra" e oggi conosciuta come "Free
Beer" ("Free" in senso di libertà e non di prezzo. Che
Stallman debba quindi rivedere la sua "storica" definizione, alla
luce di questa nuova "Free Beer" , dove il "Free" non sta per "gratis"?).
La birra è stata creata dagli
studenti dell'Università di Copenhagen e dal collettivo
Superflex per illustrare come il concetto di
Open Source possa essere applicato fuori dal mondo digitale.
Gli ingredienti sono stati pubblicati
sotto licenza Creative Commons, che significa che ognuno può
preparare o modificare la ricetta di questa birra purché ne
siano resi noti elementi, procedure di produzione e
che ne venga citato l'ideatore.
Libertà di utilizzo significa
anche libertà di trarne profitto economico, per cui si possono
tranquillamente vendere sia l'originale che le eventuali derivate
purché siano sempre rilasciate sotto la stessa licenza nonché
esplicitando gli autori della birra madre; il
prezzo pagato servirà infatti solo a coprire i costi di
produzione, di imbottigliamento e di consegna.
Vores Øl /
Free Beer è la prima, originale e gustosa birra
energetica open source al mondo; è
basata sul metodo di produzione tradizionale della birra e con
l'aggiunta di un energetico naturale, il guaranà.
La versione 1.0, risalente al 2004, è
una birra medio-forte (6%vol) dal
profondo colore rosso oro e con gusto originale, ma comunque
familiare.
Con il passare degli anni la ricetta è stata via via modificata, passando per le versioni 1.5 (nome in codice "Samvirke") e 2.0 (nome in codice "Apollo"), nelle quali sono stati riviste dosi, ingredienti e metodo di preparazione.
La versione 3.0 è invece stata
perfezionata nel 2006 e testata da
diversi “assaggiatori” in tutto il mondo. Anche l'Italia ha
partecipato creando una propria ricetta.
Ma non c'è
solo birra nel panorama delle bevande libere: Open Cola è nata nel 2001 come mezzo per trasmettete il significato e
l'importanza del software Open Source, ma poi ha avuto
un discreto successo di per sé tanto da far vendere 150.000 lattine.
L'azienda Opencola,
situata a Toronto, è diventata famosa più per la sua
bevanda, che per il software che doveva
promuovere.
Open Cola è una specie di cola
unica in quanto le istruzioni per prepararla sono liberamente
consultabili ed eventualmente modificabili.
Chiunque può crearsi la bevanda
e tutti possono modificare o regolare la giusta quantità degli
ingredienti purché renda anche la
propria ricetta di dominio pubblico.
Purtroppo però, la compagnia
della Open Cola ha successivamente attuato un nuovo piano strategico
preferendo non pubblicare più sul proprio sito informazioni
riguardo la prima bibita Open Source e questa
decisione ha contribuito in parte
al suo fallimento.
Da quel giorno la ricetta è
stata ospitata da vari siti che hanno voluto comunque continuare a
far conoscere la bevanda Open Cola, ma nessuno l'ha più
utilizzata e aggiornata.
Recentemente è stato avviato il
progetto italiano “Open Drink” fra i cui obiettivi c'è
quello di riscrivere e migliorare la ricetta della Open Cola.
E quale è il posto migliore per
godersi, magari a fine giornata, la nostra bevanda Open Source
preferita?
Ovviamente la televisione.
E cosa guardare per rimanere in tema
con il nostro bicchiere di Free Beer o di Open Cola?
Ovviamente un bel film rilasciato in
licenza Creative Commons!
"Elephants dream" è infatti
il titolo del primo film realizzato completamente con software liberi
e rilasciato in licenza Creative Commons sotto la regia di Bassam
Kurdali e prodotto da Ton Roosendaal con il contributo del
“Netherlands Media Art Institute”.
Perché abbiamo usato
l'espressione “realizzato con software Open Source”, vi
chiederete a questo punto...
Semplice! Questo cortometraggio infatti
è stato realizzato interamente in computer grafica utilizzando
software come Blender, The GIMP, CinePaint e Inkscape dalla “The
Orange Open Movie Project” e non ha nulla da invidiare in termini
di qualità alle ultime produzioni dello stesso genere
realizzate dalla grandi major cinematografiche.
I dettagli maniacali con cui sono
riprodotti gli ambienti di un mondo pseudo-cyberpunk lasciano lo
spettatore a bocca aperta, così come accade anche per
l'accuratezza con cui sono stati creati i due personaggi principali
(Emo e Proog) di questo cortometraggio.
Anche la storia (di Zwanenberg,
Goralczyk, Kurdali e Roosendaal) e le musiche (Jan Morgenstern) non
sono da meno e tengono lo spettatore letteralmente incollato alla
poltrona grazie ad un ritmo incalzante e a trovate originali che non
fanno altro che sottolineare l'ottima qualità di un prodotto
che non solo è stato realizzato con un budget limitato, ma che
viene rilasciato con una formula che mai prima di adesso si era vista
per un film.
Dal sito internet infatti è
possibile scaricare, oltre al film (disponibile in vari formati e
risoluzioni) tutto ciò che è servito per la
realizzazione dello stesso: dai modelli 3D alle textures fino alla
colonna sonora (comprensiva di copertina, nel caso se ne voglia
realizzare un CD!): tutto il materiale è liberamente
usufruibile e modificabile, a patto di mantenere i riferimenti agli
autori originari, così come previsto dalla licenza.
Ovviamente, come detto in precedenza,
Open Source non significa che non sia possibile avere un riscontro
economico: sul sito della “The Orange Open Movie Project” è
possibile fare donazioni al progetto oppure acquistare il DVD del
film in un elegante cofanetto, che vi verrà recapitato a casa,
contenente anche sottotitoli in varie lingue (la versione scaricabile
dalla rete è in inglese), tutti i modelli 3D utilizzati per
“girare” il film, lo storyboard e gli extra (come i “making
of”), naturalmente anche questi rilasciati sotto licenza Creative
Commons.
Link:
Free Beer: http://www.freebeer.org/blog/
Open Cola (su Wikipedia): http://en.wikipedia.org/wiki/OpenCola
Elephants dream: http://orange.blender.org/
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